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lunedì 1 febbraio 2010

l'articolo del Giornale di Vicenza che riporta il nostro comunicato

IL GIORNALE DI VICENZA 31/01/10

BOCCIODROMO DEI FERROVIERI. Mentre il polverone sui Disobbedienti non si placa, arrivano le prime controrepliche

«Qui un centro civico grazie al nostro volontariato sociale»
Gian Maria Maselli

Parlano le quattro associazioni vincitrici del bando: «Incontro pubblico per illustrare il progetto. C’è chi invoca più spazi di ritrovo e poi impedisce il recupero dal degrado»

«Non capiamo l’agitazione intorno al bocciodromo di via Rossi da parte del mondo della politica locale. C’è chi fa apposta confusione tra il centro giovanile promesso per anni da tante amministrazioni comunali, e il bando di gara pubblico per un centro civico di quartiere, a cui poteva partecipare chiunque».
A parlare è Web Lab, una delle quattro associazioni di promozione sociale (le altre sono Giovani dei Ferrovieri, Pensionati per la Pace e Polisportiva Jackie Tonawanda) vincitrici del bando per la gestione del fu- circolo del Dopolavoro ferrovario. «L’ex bocciodromo sarà un’altra cosa - spiegano - un centro civico socioculturale rivolto al quartiere e alla città, con cui coinvolgeremo più fasce di popolazione, non solo i giovani. Un progetto, che prevede palestre, aule studio, laboratori artistici e auditorium, e non prevede invece sale concerti e attività rumorose. Noi, non altri che adesso accampano diritti di precedenza, abbiamo accettato di gareggiare su un bando con criteri rigorosi e limitazioni precise e vincolanti. Un bando che impone di farsi carico dei costi (300 mila euro) necessari al recupero di uno stabile degradato per restituirlo alla città e al quartiere. Per spiegare il nostro progetto invitiamo residenti e associzioni dei Ferrovieri a partecipare all’assemblea pubblica nella sala della Circoscrizione 7, per metà della settimana prossima».
E sul polverone politico bipartisan, con accuse di bando “combinato” da un accordo sotto banco Variati- Presidio ecco la risposta: «L’assessore Dalla Pozza ha correttamente ricordato che anche Associazione nazionale alpini e Centro servizi per il volontariato avevano manifestato interesse, pur non partecipando al bando. Ora ci chiediamo come possono lamentarsi ulteriori altri soggetti che non hanno partecipato al bando ? Ci sembra un segnale evidente che in questa città qualcuno vorrebbe delle liste di proscrizione per i soggetti non di suo gradimento. Non possiamo purtroppo non notare l’ipocrisia, di chi da un lato denuncia la mancanza di spazi pubblici di aggregazione giovanile e dall’altra tenta di affossare quelle esperienze del privato sociale, che con il proprio impegno provano a dare risposte a questa mancanza, sacrificando il proprio tempo e denaro, visto che tutto si basa sul volontariato».

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