Giovedì 23 Gennaio ore 18.30 al Cs Bocciodromo - Vicenza
PROIEZIONE della DIRETTA STREAMING di "Stare ai Giochi. Olimpiadi tra discriminazioni e inclusioni". Serata di presentazione dal Tpo di Bologna della campagna "NoDiSex" di Sportallarovescia.it
PROIEZIONE della DIRETTA STREAMING di "Stare ai Giochi. Olimpiadi tra discriminazioni e inclusioni". Serata di presentazione dal Tpo di Bologna della campagna "NoDiSex" di Sportallarovescia.it
NO DI SEX
La nuova campagna di Sportallarovescia contro le discriminazioni nello sport
di Mauro Valeri
A poco più di un mese dall’apertura dei Giochi invernali di Sochi,
il CONI, le federazioni sportive e gli stessi atleti coinvolti
continuano a mantenere un preoccupante silenzio sulla legislazione russa
approvata a giugno contro la propaganda “di relazioni sessuali non
tradizionali”.
E’ un silenzio che rischia di renderli complici di chi sta mandando in soffitta uno dei principi fondamentali della Carta Olimpica: “ogni
forma di discriminazione nei confronti di un Paese o di una persona per
motivi di razza, religione, politica o sesso, o altro è incompatibile
con l’appartenenza al Movimento Olimpico”.
Probabilmente, dietro questo silenzio c’è l’errata convinzione che il
problema sia soltanto degli atleti e delle persone omosessuali e
lesbiche che partecipano ai Giochi, e, dato che ad oggi nessun
componente della delegazione italiana ha fatto coming out, il tema non li riguardi.
Di certo, con questo silenzio viene meno
quella solidarietà del movimento olimpico che dovrebbe essere alla base
degli stessi Giochi. D’altra parte, c’è il rischio evidente che lo
stesso CIO finisca per piegare un altro principio contenuto nella Carta
Olimpica (“nessun tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razzialeè consentita nei siti Olimpici”),
all’ambiguità del concetto che è alla base della normativa russa: cosa
vuol dire fare propaganda? Baciare il compagno o la compagna dello
stesso sesso per condividere una vittoria è fare propaganda? Dipingersi
le unghie color arcobaleno è fare propaganda (temiamo di sì, visto che è
stato proibito farlo alla saltatrice svedese ai Mondiali di atletica
quest’agosto a Mosca)?
In altri paesi, molti sportivi e non, hanno
espresso una propria opinione su questa vicenda, arrivando anche a
dichiarare che Sochi 2014 rischia di avere molte, troppe similitudini
con Berlino 1936. Di certo, la Russia ha assegnato una particolare valenza a questi Giochi, investendo oltre 50 miliardi di euro,
che rende quella di Sochi la più costosa Olimpiade di ogni tempo. Senza
il rispetto dei diritti fondamentali, sia degli atleti sia di chi vive
oggi in Russia, il tanto sbandierato spirito olimpico si dimostrerebbe
ancora una volta sottomesso ad altri interessi (da quelli politici a
quelli economici), finendo per rendere la competizione sportiva non il
fine, ma uno strumento per affermare valori che nulla hanno a che vedere
con la Carta Olimpica.
Per evitare questo, chiediamo al CONI -
e alle Federazioni sportive invernali – di impegnarsi ad inserire
espressamente la discriminazione per orientamento sessuale all’interno
del proprio Statuto, anche a tutela degli atleti italiani, ai quali,
invece chiediamo di dichiarare apertamente la propria contrarietà a
qualsiasi forma di discriminazione per orientamento sessuale.
Infine, ai giornalisti chiediamo che, negli stessi giorni dei Giochi
invernali, vengano ricordate le storie di atleti e atlete omosessuali
che sono riusciti e riuscite a imporsi anche in campo sportivo,
nonostante le discriminazioni e i pregiudizi.
A tutti coloro che credono che lo sport è tale solo se è contro ogni discriminazione, chiediamo di aderire alla campagna NoDiSex (No alla discriminazione sessuale), che sarà aperta il 23 gennaio 2014 a Bologna,
presso il Cs Tpo alle ore 18.30 in diretta streaming sul sito di
sportallarovescia e con la possibilità di intervenire in webconference,
e che prevede, nel mese di febbraio, un convegno su Omofobia e sport e
l’organizzazione di un raduno sportivo gayfriendly, perché le discriminazioni vanno combattute da tutti.
Promotori della campagna: Sportallarovescia e Osservatorio sul razzismo e antirazzismo nel calcio
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